
Questo blog esplora la tensione tra la natura immutabile della blockchain e i requisiti di privacy del GDPR. Evidenzia come la decentralizzazione si scontri con il "diritto all'oblio", illustrando nel dettaglio le linee guida dell'EDPB per la conformità. Utilizzando l'archiviazione off-chain, la crittografia e robusti gateway di consenso, gli sviluppatori possono innovare in modo responsabile, proteggendo al contempo i diritti fondamentali degli utenti in materia di dati.
La blockchain, onnipresente ma esoterica, non è necessariamente un argomento chiave per chiunque si occupi di privacy dei dati e normative sul consenso. Tuttavia, con il progredire della tecnologia blockchain, cresce anche l'attenzione sul modo in cui la blockchain gestisce i dati personali.
Negli ultimi anni, la blockchain si è evoluta da spina dorsale delle criptovalute a fondamento per applicazioni decentralizzate (dApp), trasparenza della supply chain, sistemi di voto e altro ancora. La sua onnipresenza ha esposto la blockchain a un maggiore controllo normativo, e al centro di questo controllo si trova il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell'Unione Europea, un solido quadro giuridico che disciplina le modalità di raccolta, archiviazione e condivisione dei dati personali, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.
Cosa succede quando si cerca di adattare la struttura immutabile e decentralizzata della blockchain al modello di dati basato sul consenso e orientato ai diritti del GDPR?
Esploriamo come gli sviluppatori e le organizzazioni blockchain possono rispettare le leggi sulla privacy dei dati, sfruttando al contempo i vantaggi esclusivi delle tecnologie di registro distribuito.
Le proposte di valore fondamentali della blockchain – immutabilità, decentralizzazione e trasparenza – sono intrinsecamente difficili da conciliare con i principi del GDPR, come il diritto all'oblio, la minimizzazione dei dati e la limitazione delle finalità.
Caratteristiche della blockchain:
I dati on-chain sono spesso permanenti
Nessun titolare centrale (o "titolare del trattamento dei dati")
Le blockchain pubbliche sono accessibili a chiunque
I dati archiviati on-chain possono essere pseudonimi, ma non anonimi
Requisiti del GDPR:
Diritto alla cancellazione ("diritto all'oblio")
Diritto di rettifica
Limitazione delle finalità e della conservazione
Trattamento lecito e trasparente
Meccanismi di consenso per la raccolta di dati personali
A prima vista, queste caratteristiche sembrano incompatibili. Ma il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) sta contribuendo a colmare il divario con una serie di linee guida pratiche.
Le linee guida dell'EDPB per il 2024, recentemente ratificate e aperte al pubblico, forniscono consigli dettagliati per le organizzazioni che desiderano utilizzare la blockchain in modo conforme ai principi del GDPR. Alcuni punti chiave includono:
Protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita: le organizzazioni devono integrare le funzionalità di privacy dei dati nell'architettura delle applicazioni blockchain fin dall'inizio, non come un ripensamento.
Valutazioni d'impatto sulla protezione dei dati (DPIA): le DPIA devono essere condotte prima di implementare soluzioni blockchain che elaborano dati personali. Le DPIA valutano i rischi e delineano strategie di mitigazione.
Dati personali on-chain minimi: le linee guida raccomandano di mantenere i dati personali off-chain ove possibile. Invece, archiviare solo hash o riferimenti a dati off-chain.
Chiarezza dei ruoli: anche in un sistema decentralizzato, qualcuno, che si tratti di un operatore di nodo, di uno sviluppatore di smart contract o di un fornitore di piattaforma, deve assumere il ruolo di titolare o responsabile del trattamento dei dati ai sensi del GDPR.
Queste linee guida mirano a preservare i punti di forza tecnici della blockchain, imponendo al contempo uno standard più elevato di governance dei dati.
Il primo passo verso la conformità è capire cosa costituisce i dati personali e se è davvero necessario archiviarli on-chain. Alcune considerazioni chiave per la gestione dei dati personali includono quanto segue:
Ove possibile, i dati dovrebbero essere archiviati off-chain in database tradizionali o in archivi crittografati. La blockchain dovrebbe memorizzare solo:
Hash crittografici
Riferimenti alle transazioni
Pseudonimi o chiavi pubbliche (con cautela)
Tuttavia, i dati pseudonimizzati sono comunque considerati dati personali ai sensi del GDPR se possono essere ricollegati a un individuo utilizzando informazioni aggiuntive. Pertanto, la migliore prassi è trattare tutti i dati con cautela.
Sebbene l'hashing dei dati non li renda completamente anonimi, aggiunge un livello di protezione. Ma c'è un avvertimento: se un hash può essere invertito o collegato a un individuo utilizzando dati esterni, viene comunque considerato un dato personale.
A differenza delle blockchain pubbliche (ad esempio Bitcoin, Ethereum), le blockchain private o autorizzate offrono un maggiore controllo su chi può accedere ai dati e su come vengono gestiti. Sono più adatte alle applicazioni conformi al GDPR perché l'accesso può essere limitato e i nodi possono essere ritenuti responsabili.
Uno dei pilastri del GDPR è il requisito che le organizzazioni ottengano dagli utenti un consenso libero, informato e specifico prima di trattare i loro dati personali. Ma come funziona questo sulla blockchain?
Una volta che i dati sono on-chain, non possono essere cancellati, rendendo difficile rispettare la revoca del consenso da parte di un utente.
Le applicazioni decentralizzate spesso non hanno un titolare del trattamento dei dati chiaramente definito, responsabile della gestione del consenso.
I contratti intelligenti possono attivare automaticamente la registrazione dei dati, a volte senza un'azione esplicita da parte dell'utente.
I critici sostengono che il GDPR potrebbe soffocare l'innovazione della blockchain imponendo vincoli impraticabili agli sviluppatori. Tuttavia, l'EDPB sottolinea che l'obiettivo non è limitare la blockchain, ma garantire che rispetti i diritti fondamentali degli individui.
Questa tensione tra regolamentazione e decentralizzazione non è esclusiva del GDPR. Quadri normativi simili sono in fase di studio a livello globale, come il California Consumer Privacy Act (CCPA) e l'LGPD brasiliano, che impongono anch'essi regole severe sul trattamento dei dati personali.
La soluzione non è abbandonare la blockchain o aggirare le leggi sulla privacy, ma sviluppare una tecnologia più intelligente ed etica per gestire la privacy e il consenso.
Cartelle cliniche: le app sanitarie basate su blockchain ora archiviano le cartelle cliniche off-chain e utilizzano la blockchain solo per verificare l'autenticità dei documenti e gestire i permessi di accesso.
Identità digitale: framework di identità decentralizzati come Self-Sovereign Identity (SSI) consentono agli utenti di controllare i propri dati personali, condividere solo ciò che è necessario e revocare l'accesso in qualsiasi momento.
Tracciamento della catena di fornitura: i prodotti vengono tracciati utilizzando identificatori univoci, ma i dati dei consumatori o dei fornitori vengono archiviati off-chain, garantendo la conformità senza sacrificare la tracciabilità.
La promessa della blockchain risiede nella sua capacità di creare sistemi trustless, ma ciò non significa che debba operare senza responsabilità. Come sottolineano le linee guida dell'EDPB, la privacy deve essere fin dalla progettazione.
Per sviluppatori, autorità di regolamentazione e aziende, la sfida è chiara: abbracciare la decentralizzazione proteggendo al contempo la privacy degli utenti. Ciò significa condurre DPIA, ridurre al minimo i dati personali on-chain, chiarire la responsabilità e, soprattutto, ottenere un consenso informato e dettagliato.
La privacy non è nemica dell'innovazione. Se gestita correttamente, è il fondamento di tecnologie che guadagnano la fiducia degli utenti, adempiono agli obblighi normativi e liberano il pieno potenziale della blockchain in modo responsabile.
©2018-2026 CookieHub ehf.
CookieHub CMP offers tools and services for managing cookies and online privacy.


